Orientamento astronomico e fenomeni luminosi di Roccabruna

Durante il Primo Incontro Internazionale “Rileggere l’Antico”, svoltosi a Roma nel dicembre del 20041 avevo sentito parlare di Roccabruna come Osservatorio astronomico, e di un’armilla sospesa all’interno della sua cupola.

Fig. 29 - Ricostruzione dell’armilla sospesa sotto la cupola (da Cinque-Lazzeri 2008)

Dopo aver osservato i fenomeni luminosi nel Tempio di Apollo dell’Accademia, avendo notato che la Spianata dell’Accademia e l’edificio di Roccabruna avevano lo stesso identico orientamento (vedi pianta figura 4), iniziai a pormi delle domande su un possibile orientamento di Roccabruna.

Punto di partenza è stato un articolo del prof. Vittorio Castellani, il quale, respingendo l’ipotesi che l’edificio fosse orientato verso il tramonto dell’11 agosto (Dies Imperii di Adriano) scriveva2: “La direzione cui è rivolto l’edificio di Roccabruna non trova riscontro nella topografia dei luoghi, confortando forse l’ipotesi di un orientamento sul tramonto del sole al Solstizio estivo” concludendo che quest’ultima è “forse l’unica ipotesi accettabile”3, senza peraltro svilupparla.


Durante l’8° Convegno di Archeoastronomia Mensura Caeli, svoltosi a Ferrara nel 2008, Giuseppina Cinque ed Elisabetta Lazzeri hanno ripresentato l’ipotesi che i condotti passanti della cupola di Roccabruna contenessero delle grosse travi alle quali era sospesa una gigantesca armilla, cui faceva riscontro un’improbabile ricostruzione del centro del pavimento con un’immagine di armilla copiata da un mosaico di Solunto (figura 29). Scrivono in proposito4:
“Le analisi sviluppate a partire da tali dati hanno indotto ad escludere tutte le ipotesi, (...) secondo cui i condotti erano stati realizzati al fine di creare particolari e suggestive illuminazioni all’interno del salone centrale; idea, questa, assolutamente impossibile, dato che la posizione dei due condotti sul fonte sud-est impediva qualsiasi tipo di illuminazione solare. ...L’unica soluzione possibile, quindi, indicava nei condotti le sedi per elementi di sostegno di qualche pesante oggetto ornamentale sospeso al centro della cupola.”

L’ipotesi dell’armilla non è credibile per una serie di ragioni:

A cosa servivano i cinque condotti? Per uno di essi, la soluzione del problema mi è stata data dagli architetti americani Robert Mangurian e Mary-Ann Ray, che fra il 1985 ed il 1994 hanno rilevato l’intera Villa Adriana, col loro progetto Atelier Italia.

Dopo aver progettato negli Stati Uniti (nella Napa Valley in California) la cantina e l’edificio di una tenuta vinicola di Clos Pegase, con orientamento equinoziale, si chiesero se la disposizione a raggiera degli edifici di Villa Adriana fosse dovuta a orientamenti astronomici.

Fig. 30-31 - Roccabruna, 19 giugno 2009. A sinistra: il Sole illumina la nicchia con abside, di fronte all’ingresso, e la lama di luce colpisce la cupola in corrispondenza della feritoia interna dei condotti D-E. A destra: il Sole entra dalla porta principale e dalla feritoia interna del condotto B (foto di Marina De Franceschini)

Il 21 giugno del 1988, giorno del Solstizio d’estate, si recarono a Roccabruna al tramonto, e scoprirono gli straordinari fenomeni luminosi che vi accadono5.

Al tramonto, infatti, il Sole entra dalla porta principale e illumina la nicchia sul lato opposto, cosa che avviene per buona parte dell’estate. Ma solo nei giorni del Solstizio il Sole entra anche nel condotto passante situato sopra quella stessa porta, esce dalla feritoia dentro la cupola e proietta una lama di luce rettangolare sul lato opposto. Questa poi si muove all’interno della cupola stessa a con un movimento ad arco fino a quando il Sole tramontando si ‘spegne’.

Il 13 giugno del 2009, una settimana prima del Solstizio, ho verificato che il Sole entrava dalla porta principale e illuminava la nicchia sul lato opposto, ma non vi era alcuna lama di luce.

Roccabruna - Solstizio estivo 2009 e 2011

Il 19 giugno del 2009 ho invece potuto osservare il fenomeno descritto da Robert e Mary Ann: il Sole è penetrato nel condotto passante e la luce è uscita dalla feritoia all’interno della cupola, proiettando una lama di luce sulla parete opposta (figure 30 e 31). La lama di luce si è mossa lentamente da sinistra a destra, con un percorso arcuato, al culmine del quale è andata a coincidere esattamente con la feritoia nella quale sbucano i due condotti passanti D ed E (figura 32).


Gli stessi fenomeni luminosi si ripetevano nel tempietto che un tempo sorgeva al piano superiore di Roccabruna ed era orientato lungo l’asse solstiziale che unisce l’alba del solstizio invernale col tramonto del solstizio estivo (figura 33).

In occasione del Solstizio invernale, il Sole sorgeva in asse con la porta del Tempietto, mentre durante il solstizio estivo, il Sole tramontava in asse con la finestra del lato opposto.

Altri fenomeni luminosi, che ci proponiamo di studiare, dovevano avvenire attraverso l’oculo della cupola che colpiva il tempietto.

Fig. 32 - Sequenza fotografica degli effetti luminosi (ierofanie) di Roccabruna. La lama di luce sale, si sposta verso destra e scende diventando sempre più rossa. Le fotografie sono state scattate il 19 giugno 2009 fra le ore 20:03 e 20:39 (foto di Marina De Franceschini)
Fig. 33 - Pianta delTempietto al piano superiore di Roccabruna con gli orientamenti solstiziali (elaborato da Lugli 1940)
Conclusioni

Da queste scoperte e dal nostro studio si comprende che l’Accademia e Roccabruna erano due edifici progettati con orientamento astronomico al pari dell’Horologium Augusti, della Domus Aurea e del Pantheon di Roma.

In occasione dei Solstizi vi si verificavano fenomeni luminosi che segnalavano che quello era un momento molto particolare dell’anno. Il Solstizio invernale, infatti segnava la morte apparente della Natura, mentre quello estivo coincideva con la sua massima fioritura ed il raccolto.

Fin dai tempi di Augusto le ‘macchine solari’ fecero parte dell’iconografia del potere imperiale, in quanto l’imperatore - nella veste di Pontifex Maximus - sovrintendeva al calendario e quindi ai riti e alle cerimonie legati al ciclo del tempo e allo scorrere delle stagioni.

Come accennato, questo libro anticipa i risultati dei nostri rilievi e studi a Villa Adriana, che verranno esposti e discussi anche nelle loro implicazioni simboliche, in un volume che è in corso di preparazione.



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1 Gli Atti dell’Incontro non sono stati ancora pubblicati.
2 Castellani 2006, p. 18.
3 Castellani 2006, p. 11-13 con i calcoli astronomici, basati su un rilevamento di Maiuri degli anni Trenta.
4 Cinque-Lazzeri 2010, p. 119.
5 Tale scoperta è stata brevemente esposta nella nota di un articolo: Mangurian-Ray 2008.