La Residenza Imperiale della Villa Adriana


Fig. 1 - in questa immagine si vede l'assialità che legava l'Edificio con Tre Esedre, il Ninfeo Stadio e l'Edificio con Peschiera. In primo piano una delle tre Esedre TE17 e sullo sfondo l'ambiente PE6 dell'Edificio con Peschiera.

Il complesso che nel mio studio ho identificato come la Residenza Imperiale della Villa Adriana occupava una posizione centrale ed era formato da una serie di edifici strettamente interdipendenti e collegati fra loro, ciascuno dei quali aveva una ben precisa funzione. Si tratta dell'EDIFICIO CON TRE ESEDRE (n. 20), del NINFEO STADIO (n. 21), dell'EDIFICIO CON PESCHIERA (n. 22), ai quali vanno collegati il QUADRIPORTICO (n. 23), le PICCOLE TERME (n. 24), e poi ancora il VESTIBOLO (n. 25) ed il PADIGLIONE DEL PRETORIO (n. 27) (Tavola 9 pianta generale e Tavola 10 plastico ricostruttivo).

Che questi edifici facessero parte di un unico complesso monumentale non è un'idea arbitraria, ma un dato di fatto, provato dall'esistenza di una serie di simmetrie ed assialità ben precise (fig. 1) e dall'interdipendenza degli edifici stessi, che erano collegati da percorsi logici ed avevano una serie di punti d'accesso sorvegliati, a salvaguardia della sicurezza e della privacy dell'Imperatore. Esaminiamo ora in dettaglio questo gruppo di edifici per vedere come ognuno di essi corrispondesse, su scala monumentale, ad uno degli elementi costitutivi delle domus e delle ville romane.


Dagli scritti di Vitruvio e di altre fonti latine, e in base all'evidenza archeologica, specie quella dell'area vesuviana, sappiamo che le domus e le ville dell'antichità romana avevano una serie di ambienti, ognuno dei quali assolveva ad una ben precisa funzione. L'accesso era costituito da uno stretto passaggio, detto fauces, che immettevano nell'ingresso vero e proprio: l'atrio, che aveva forma quadrangolare ed era circondato da un portico. Al centro era l'impluvium per la raccolta dell'acqua piovana. Sull'atrio si apriva il tablino, nel quale erano esposti i cimeli di famiglia che illustravano il passato della gens cui apparteneva il proprietario. Aperto su due lati, il tablino si affacciava dalla parte opposta sul peristilio, un giardino interno circondato da un portico, che dava accesso agli altri ambienti della casa: il triclinio, i cubicoli, la zona termale, la latrina, e poi le zone di servizio con le cucine, i magazzini ed eventualmente la parte rustica e produttiva. Tale schema è riscontrabile ad esempio nella Villa dei Misteri di Pompei o nella Villa di Poppea ad Oplontis, entrambe in area vesuviana.



Fig. 2 - Edificio con Tre Esedre. In primo piano la fontana TE1 e sullo sfondo l'esedra TE17, dietro la quale si intravede il piano superiore dell'Edificio con Peschiera.

A Villa Adriana vediamo che il complesso della RESIDENZA IMPERIALE riprese il linguaggio e l'iconografia architettonica tradizionali, con atrio, tablino, triclinio ecc... Ma nello stesso tempo vediamo che tale iconografia venne trasformata in qualcosa di diverso e originale, e soprattutto in qualcosa di grandioso e monumentale, per evidenziare e manifestare il rango imperiale degli edifici.

Seguendo lo schema vitruviano, possiamo identificare l'atrio della RESIDENZA IMPERIALE nell'EDIFICIO CON TRE ESEDRE (Tavola 11), che era l'accesso monumentale per coloro che provenivano dal PECILE. L'ala occidentale dell'edificio, dotata appunto di tre esedre, rappresenta l'evoluzione su scala imperiale del tradizionale atrio romano circondato dal portico; la grande fontana TE1 (fig. 2) può essere considerata una citazione dell'impluvium e dell'acqua che decorava gli ingressi delle case romane. Il portico dell'atrio, che nelle domus o nelle ville era quadrangolare, è stato qui trasformato seguendo i dettami dell'architettura adrianea, che prediligeva le linee curve: i portici sono stati incurvati in modo da costeggiare tre piccoli giardini semicircolari decorati da fontane.



Fig. 3 - Edificio con Tre Esedre. I muri della sala TE20 con i grandi incassi per rilievi marmorei e tracce di grappe alle pareti.

Nella parte orientale dell'EDIFICIO CON TRE ESEDRE possiamo invece identificare un erede del tradizionale tablino: la sala TE20, che si affacciava con una grande finestra sul NINFEO STADIO e sulla parte più privata della Villa. La sala occupava una posizione centrale, era la più vasta dell'intero edificio, ed era perfettamente in asse col portico NS15 del vicino NINFEO STADIO (Tavola 12), nel quale si può riconoscere un peristilio interno. In origine, le pareti della grande sala TE20 erano completamente rivestite da pannelli marmorei, e al centro dei lati maggiori si vedono ancora due grandi incassi dove un tempo dovevano essere dei rilievi (fig. 3). Si trattava quindi di un ambiente di rappresentanza, nel quale si può pensare che la decorazione narrasse gli avvenimenti salienti del regno di Adriano, proprio come avveniva nei tablini delle domus romane. Non vi era un passaggio diretto fra questa sala ed il NINFEO STADIO: bisognava seguire un percorso tortuoso, raggiungendo i due piccoli ambienti laterali TE22 e TE25, che si aprivano sui portici dell'edificio vicino. Questo era uno dei tanti 'doppi filtri' di sicurezza che costellavano la RESIDENZA IMPERIALE.


Fig. 4 - Ninfeo Stadio. La parte nord con al centro l'esedra NS2 preceduta dalle vasche NS9-10-11. Sullo sfondo a sinistra l'abside della Sala dei Filosofi e a destra la semicupola delle Terme con Heliocaminus.

Che l'EDIFICIO CON TRE ESEDRE appartenesse al gruppo degli edifici nobili della Villa è confermato, oltre che dai pavimenti in opus sectile, dalla raffinatezza della decorazione parietale: recentemente, sotto una suspensura si sono rinvenuti preziosi frammenti di una splendida treccia 'a calice', e di un pannello raffigurante un Auriga con il suo cavallo, presentati dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio nella mostra a lato del Convegno “Rileggere l'Antico”, tenutosi a Roma nel dicembre 2004. La presenza di un impianto per il riscaldamento invernale è un ulteriore indice di lusso regale.

Il peristilio interno della RESIDENZA IMPERIALE può essere quindi identificato nel NINFEO STADIO (Tavola 12), la cui forma rappresenta di per sé una citazione del giardino-stadio della reggia imperiale del Palatino a Roma. L'edificio era più complesso del suo omologo romano, e si articolava in tre zone. Quella nord aveva un'esedra centrale NS2 (fig. 4), a lato della quale gli ambienti NS1 ed NS3 costituivano due punti d'accesso sorvegliati, collegati ai corridoi di servizio (NS4 e NS5).

Fig. 5 - Ninfeo Stadio. La parte meridionale con il ninfeo a gradoni semicircolari NS20, davanti ad esso i resti rasi al suolo del triclinio NS17.
L'area antistante era sistemata a giardino (NS9-12), con tre bacini per l'acqua stretti e lunghi, ed un padiglione con fontane. La zona centrale del Ninfeo Stadio aveva il giardino porticato NS15 - il 'peristilio' di cui si è detto - costeggiato dai due portici NS14 e NS16 che collegavano l'EDIFICIO CON TRE ESEDRE ed il piano inferiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA. Alla loro estremità orientale, i due portici terminavano infatti in corrispondenza di tre scale, che erano altrettanti punti di passaggio obbligati e sorvegliati per accedere al piano inferiore dell'Edificio con Peschiera. A lato del 'peristilio' non poteva mancare un triclinio: la parte meridionale del NINFEO STADIO era infatti occupata un ampio padiglione aperto NS17, il cui tetto era sostenuto da colonne: era un triclinio estivo fresco ed arieggiato, situato all'interno di un giardino chiuso e privato, il Ninfeo Stadio. Alla sua estremità meridionale si vedeva il ninfeo semicircolare NS20, con gradoni dai quali l'acqua scendeva a cascata per poi scorrere lungo i canali che fiancheggiavano il triclinio al suo esterno (fig. 5).


Fig. 6 - Uno di bracci del Criptoportico dell'Edificio con Peschiera.

Gli ambienti del piano inferiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA, erano situati ad un livello più alto rispetto al NINFEO STADIO, sul quale si affacciavano con grandi finestre (Tavola 13). Probabilmente erano dotati di suspensurae per il riscaldamento invernale, analogamente a quanto avveniva nel piano superiore dell'edificio, che era riscaldato (ma gli ambienti al piano inferiore non sono mai stati esplorati per appurarlo). E' possibile che il grande ambiente centrale PE6, situato in posizione dominante ed in asse con la sala-tablino TE20 dell'EDIFICIO CON TRE ESEDRE, fosse utilizzato come triclinio invernale riparato ed aperto sul giardino.

Dal piano inferiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA, un'unica scala PE12 dava accesso al piano intermedio: un altro 'filtro' di sicurezza (la scala PE1 non è stata scavata e conduceva probabilmente in direzione delle Terme con Heliocaminus). Al piano intermedio si trovava una delle strutture meglio conservate della Villa, il grande Criptoportico PE29-32, che aveva quattro corridoi illuminati da finestre a strombo (fig. 6); originariamente era affrescato (sulle volte rimane qualche traccia) e si vedono le firme di alcuni antichi visitatori, fra i quali Piranesi. Serviva per passeggiare al coperto e al fresco in estate, oppure al riparo in inverno. E' simile al grande criptoportico della Villa di Poppea ad Oplontis (anch'essa appartenente alla casa imperiale).


Fig. 7 - La peschiera che dà il nome all'Edificio con Peschiera.

Il Criptoportico a quattro bracci - sia pure ingrandito per raggiungere un dimensione imperiale - era in realtà un altro elemento tradizionale dell'architettura romana, una basis villae, e sorreggeva la parte orientale del piano superiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA, abbellita dal grande bacino d'acqua (fig. 7) che dava il nome all'edificio (PE37). La parte occidentale del piano intermedio ospitava invece una serie di ambienti di servizio collegati all'impianto di riscaldamento invernale degli ambienti soprastanti (Tavola 14).


Fig. 8 - Veduta aerea dell'Edificio con Peschiera. E' visibile la grande Peschiera, la Caserma dei Vigili, parte dell'Edificio con Pilastri Dorici in alto a sinistra. Al centro gli ambienti del piano superiore che si affacciano sul Ninfeo Stadio.

Ancora una volta, il collegamento fra il piano intermedio e quello superiore non era esplicito e diretto, ma vi erano dei 'filtri' di sicurezza: lungo il braccio meridionale del Criptoportico (PE32), la scala PE34 saliva alla Peschiera; poi vi era una seconda scala PE26, che sbucava in corrispondenza dell'ambiente PE58, situato in posizione defilata (vedi Tavola 15). Il piano superiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA aveva una serie di ambienti (PE38-61) vasti e monumentali, che si affacciavano dall'alto sul panorama verso il PECILE e il resto della Villa (fig. 8). Erano tutti riccamente decorati, con pavimenti in opus sectile e rivestimento marmoreo alle pareti che arrivava fino al soffitto (come indicano le tracce delle grappe), ed erano dotati di un impianto per il riscaldamento invernale. Non poteva mancare una latrina, ed infatti ve ne erano quattro 'singole', raggruppate nell'ambiente PE52.


Fig. 9 - La Sala Ottagona delle Piccole Terme.

L'accesso al piano superiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA, che si trovava sullo stesso livello del PALAZZO IMPERIALE e di PIAZZA D'ORO, era uno solo. Era una porta situata nell'angolo sud-est del portico che circondava la peschiera PE37. Poi vi era un sentiero in leggera discesa che raggiungeva il pianerottolo PE25 e la scala PE26 situati nel piano intermedio, allo stesso livello del Criptoportico. Altri due punti sorvegliati di accesso.

In una RESIDENZA IMPERIALE non poteva naturalmente mancare l'impianto termale: le PICCOLE TERME (Tavola 16). Era la terma più riccamente decorata della Villa, con pavimenti in opus sectile che impiegavano il porfido, la pietra imperiale per eccellenza e, naturalmente, profusione di marmi alle pareti. Le PICCOLE TERME erano un capolavoro di architettura, sia per la presenza della Sala Ottagona (fig. 9), con la sua cupola sostenuta da pareti concave e convesse, sia per la complessità della planimetria, che ricercava l'effetto prospettico a sorpresa della 'fuga di sale'.


Fig. 10 - Il Ninfeo d'epoca repubblicana, in opus reticulatum, riutilizzato come muro meridionale del Quadriportico.

Il QUADRIPORTICO era un altro giardino chiuso e porticato nel complesso (Tavola 17): la sua funzione era quella di collegare l'EDIFICIO CON TRE ESEDRE ed il NINFEO STADIO con le PICCOLE TERME, e, soprattutto, di raccordarne i diversi orientamenti. La RESIDENZA IMPERIALE, infatti, aveva lo stesso andamento est-ovest del PECILE, ed il QUADRIPORTICO serviva da cerniera per raccordarla con il diverso orientamento nord-sud delle PICCOLE TERME, che a sua volta seguiva quello del VESTIBOLO e delle GRANDI TERME, e terminava col CANOPO. Il QUADRIPORTICO incorporò un monumentale Ninfeo (fig. 10) di età repubblicana, costruito in opus reticulatum ed ereditato dalla preesistente Villa incorporata dalle strutture adrianee.

Fig. 11 - Il Criptoportico delle Grandi Terme. In fondo si vede la scala che saliva al livello superiore e al Padiglione del Pretorio.
Tale Ninfeo fu riutilizzato per farne il lato meridionale del QUADRIPORTICO, e alle sue estremità vennero ricavate due porte che davano accesso alla PICCOLE TERME, seguendo il consueto schema del 'doppio filtro' di sicurezza.


Per chi volesse accedere alle PICCOLE TERME dal piano superiore dell'EDIFICIO CON PESCHIERA e in generale dall'area del PALAZZO IMPERIALE e di PIAZZA D'ORO, era previsto un altro accesso: una scalinata che dall'alto della terrazza scendeva fino al CRIPOPORTICO DELLE GRANDI TERME (n. 26a); alla sua estremità meridionale (fig. 11), un'altra scalinata a più rampe saliva al PADIGLIONE DEL PRETORIO, mentre un corridoio conduceva direttamente ad un altro edificio molto importante: il VESTIBOLO (Tavola 18).


Fig. 12 - L'anello basolato dell'ingresso principale della Villa. Sullo sfondo la gradinata che saliva al Vestibolo, a sinistra le Cento Camerelle.

I recenti scavi hanno confermato quanto era stato tramandato dalle piante di Contini, Piranesi e Penna, cioè che il VESTIBOLO era in origine l'accesso monumentale e principale della Villa Adriana. Nel 2000 è stato messo in luce un doppio percorso di accesso, il primo a carattere monumentale ed il secondo di servizio. Il primo percorso era costituito da un grande anello basolato (fig. 12) che costeggiava le imponenti sostruzioni delle Cento Camerelle e terminava in corrispondenza della gradinata monumentale del VESTIBOLO VE29, che saliva al grande cortile porticato VE26. Questo anello funzionava come un rondò, permettendo un più rapido accesso e deflusso di più carri contemporaneamente. Poi vi era il secondo percorso di accesso, ricavato a fianco del primo e visibile nella fotografia.

Fig. 13 - In primo piano il Vestibolo VE12 e sullo sfondo la galleria che dà accesso al Criptoportico delle Grandi Terme.
Esso passava davanti agli ambienti delle CENTO CAMERELLE e raggiungeva l'imbocco del sistema di criptoportici e gallerie sotterranei di servizio, situati sotto al VESTIBOLO ed alle GRANDI e PICCOLE TERME. Si trattava quindi di un accesso secondario destinato agli schiavi ed al personale di servizio della Villa, più piccolo e defilato rispetto al primo, e da esso separato da un muro divisorio, che serviva a nasconderlo alla vista.

Sul lato orientale del VESTIBOLO fu costruito il piccolo giardino VE12, dal quale come accennato, un corridoio (VE11) andava in direzione del CRIPTOPORTICO DELLE GRANDI TERME, costituendo di fatto un ulteriore accesso indiretto e dissimulato alla RESIDENZA IMPERIALE (fig. 13).

Il complesso della RESIDENZA IMPERIALE era collegato anche con il PADIGLIONE DEL PRETORIO (n. 27) mediante due percorsi, corrispondenti a due diverse quote. Il primo si trovava sul livello inferiore (quello del PECILE e del NINFEO STADIO) ed era stato studiato in modo da costeggiare le GRANDI TERME senza dovervi entrare, dato che si trattava di un edificio secondario. Ciò venne fatto costruendo il CRIPTOPORTICO DELLE GRANDI TERME, scavato all'interno della collina, alla cui estremità meridionale si trovava una rampa di scale che saliva al PADIGLIONE DEL PRETORIO (n. 27). Il secondo percorso si trovava invece al livello superiore (quello della Peschiera) e, partendo appunto dall'EDIFICIO CON PESCHIERA (n. 22), seguiva un percorso panoramico all'aperto, che raggiungeva direttamente il PADIGLIONE DEL PRETORIO (n. 27). Quest'ultimo si trovava sulla sommità dell'edificio

Fig. 14 - Il Pretorio.
  1. Criptoportico delle Grandi Terme, al livello inferiore;
  2. livello superiore, terrazza che a sinistra porta al piano superiore dell'Edificio con Peschiera;
  3. scala che sale al piano superiore e al Padiglione del Pretorio;
  4. Sostruzioni del Pretorio;
  5. Piano superiore e Padiglione del Pretorio.
omonimo, e da esso si godeva la vista panoramica sul CANOPO e sul resto della Villa. Sotto al PADIGLIONE sono visibili le imponenti SOSTRUZIONI DEL PRETORIO, che avevano una funzione analoga a quella delle CENTO CAMERELLE ed erano destinate ad ospitare gli schiavi (fig. 14). Vicino ad esse è stato scavato un piccolo edificio nel quale si sono trovati scarti di lavorazione di materiali decorativi, soprattutto marmi, ed è stato quindi interpretato come officina degli artigiani decoratori.

La Residenza Imperiale si configura quindi come un complesso a sé stante, situato nel cuore della Villa e dotato di tutti gli elementi tipici una domus romana, dilatati fino a raggiungere una dimensione monumentale, e reinventati o rielaborati per adeguarli al rango e alle esigenze di una dimora reale.