Gli edifici

(i numeri in parentesi si riferiscono alla pianta generale)

Per costruire la Villa si fecero degli enormi sbancamenti nel banco tufaceo, procurando nel contempo tufo e pozzolana, i materiali di base per la costruzione.

Nella proprietà Bulgarini sono ancora visibili le rovine dell'acquedotto che alimentava i giochi d'acqua della Villa
La grande piazza del Pecile, ad esempio, è completamente artificiale, dato che poggia per buona parte sulle sostruzioni dette Cento Camerelle che in qualche punto sono alte più di venti metri.


Villa Adriana aveva un incredibile e ramificato sistema viario sotterraneo, che si estendeva per almeno 4 Km. e collegava fra loro vari edifici. Questa galleria passava sotto al Ninfeo Fede.
    La Villa aveva un andamento costante delle pendenze che va da sud verso nord, e permetteva di sfruttare la forza di gravità per muovere l'acqua che alimentava le infinite fontane, vasche e giochi d'acqua che decoravano i suoi giardini ed edifici. Nella proprietà Bulgarini si vedono ancora alcuni resti di un acquedotto che doveva allacciarsi ad uno dei grandi acquedotti pubblici che da Tivoli portavano l'acqua dell'Aniene fino a Roma.

    Villa Adriana, inoltre, disponeva di una vasta a ramificata rete di percorsi sotterranei, destinati agli schiavi, che servivano gli impianti di riscaldamento degli edifici termali, oppure permettevano di passare senza essere visti da un edificio all'altro. Vi era poi una grande via carrabile sotterranea, della lunghezza di oltre 4 chilometri, scavata nel banco tufaceo ed illuminata da aperture nella volta (oculi) detta Grande Trapezio (n. 34).

Nell'Historia Augusta si narra che l'imperatore Adriano volle riprodurre nella sua Villa di Tivoli i più celebri luoghi dell'antichità, soprattutto della Grecia, come l'Accademia, il Liceo, e gli Inferi. Tutti coloro che hanno studiato la Villa hanno cercato di far corrispondere ciò che rinvenivano con quegli antichi monumenti, il che ha portato alla nascita di nomi di fantasia, che in gran parte risalgono ai codici cinquecenteschi di Pirro Ligorio, ma vengono usati ancor oggi, pur se privi di significato (si pensi a 'Teatro Marittimo'). Per esigenze di chiarezza questi nomi tradizionali vengono qui mantenuti.


Pianta generale

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