©MarinaDeFranceschini - Progetto Accademia
4 - NINFEO FEDE O TEMPIETTO DI VENERE Descrizione
Il Ninfeo Fede [n. 4] sorge su una terrazza panoramica a quota m. 81,che si affaccia verso la Valle di Tempe ed è arginata da muri di contenimento (vedi oltre n. 4a).
Al centro ha un tempietto circolare di ordine dorico NF1, che è stato in parte rialzato, circondato da un'area a giardino delimitata da un portico semicircolare NF3.
Il Tempietto di Venere nel Ninfeo Fede
Restano alcuni frammenti del pavimento del portico in opus sectile, a lastre rettangolari d’ardesia listellate in marmo giallo antico.
Al portico si accedeva mediante due corridoi NF6 e NF8, posti a lato di una probabile esedra centrale NF7.
Alle estremità laterali erano invece due grandi esedre semicircolari, con nicchia rettangolare in fondo, NF4 e NF9.
In NF4 si vede ancora parte del pavimento in opus sectile con rombi di marmo giallo antico listellati in serpentino.
Pavimento in opus sectile dell'ambiente NF4
L'esedra NF9 invece è stata cancellata dalla costruzione del Casino Fede, a opera del conte Giuseppe Fede che nel Settecento acquistò molti terreni nella Villa, dove fece diversi scavi.
Nel Casino sistemò la sua preziosa collezione di sculture antiche, che fu venduta e dispersa dopo la sua morte.
Sul lato settentrionale, a ridosso del Casino si vede un altro edificio che serviva a raccordare il livello più alto del Tempietto (m. 81) con quello più basso della Palestra (m. 74).
Ha inglobato una serie di ambienti antichi NF16-17-18. Nell’ambiente NF16 rimane un bellissimo soffitto in stucco con tracce di colore, descritto da Contini e Piranesi e studiato da Caterina Ognibeni dell’Università di Trento. Purtroppo non è mai stato aperto al pubblico.
Il soffitto in stucco del Ninfeo Fede
Secondo le piante di Contini e Piranesi, inoltre, a questo gruppo di ambienti apparteneva anche la cd. Casina degli Architetti NF18 [Fig. NF14] uno dei tanti edifici che il Conte Fede costruì sui resti romani.
I complessi rapporti stratigrafici fra le strutture romane e quelle del Settecento non sono mai stati studiati e rilevati in modo approfondito.
Destinazione d’uso
Il Ninfeo Fede era pavimentato in opus sectile quindi apparteneva ai quartieri nobili della Villa, frequentati dall’Imperatore e dalla sua Corte.
Durante lo scavo del 1958, cui segui il restauro e la parziale ricostruzione del tempietto, fu scoperta una statua di Afrodite Cnidia, che ha permesso di identificare l’edificio come Tempietto dedicato alla dea Venere, ispirato a quello di Cnido.
La dea Venere era protettrice della dinastia Giulio Claudia, e il Tempietto ricorda le origini divine dells famiglia imperiale sottolineando lo stretto rapporto ideologico e di propaganda esistente fra Augusto e Adriano.
Adriano si proponeva infatti come ideale continuatore di Augusto, perché come lui aveva posto fine alle guerre, consolidato l’impero e promosso un vasto programma di costruzione di edifici pubblici, riportando Roma all’antico splendore.
Recentemente questa interpretazione è stata criticata da Ortolani e con lui da Ensoli (vedi Bibliografia), che vedono una analogia fra il semicerchio del Ninfeo Fede e quello del cd. Serapeo del Canopo, e pensano che l’edificio non fosse a carattere sacro ma avesse un uso conviviale e di soggiorno, e che le due esedre NF4 e NF9 fossero diaetae, che servivano sia come ambienti di riposo o per banchetti.
In ogni caso il Tempietto era un accesso monumentale e scenografico sul versante orientale della Villa. Era abbellito da fontane e giochi d’acqua, onnipresenti a Villa Adriana proprio come avviene oggi nella Villa d’Este di Tivoli.
VEDI:
Marina De Franceschini, Villa Adriana. Mosaici, pavimenti, edifici,
1991, Ninfeo Fede, pp. 140-142 e 446-450.