L’Arco di Traiano ad Ancona.
Le grandi opere pubbliche costruite da Traiano avevano uno scopo pratico perché erano importantissime infrastrutture che servivano innanzitutto per scopi militari e poi per favorire i commerci: strade, ponti, porti ed acquedotti.
Ma al contempo avevano uno scopo propagandistico: celebravano le imprese e la grandezza dell’imperatore, come nel caso della Colonna Traiana e di vari archi trionfali a lui dedicati, alcuni dei quali sono scomparsi, come quello del Foro di Traiano a Roma, del quale si ha notizia dalle fonti antiche.
L’Arco di Traiano ad Ancona fu costruito per ricordare l’ampliamento del porto della città che Traiano fece a proprie spese per renderlo più sicuro, esattamente come aveva fatto a Roma ampliando il porto di Claudio che era stato devastato da una tempesta.
L’iscrizione dell’Arco di Ancona dice che il popolo romano lo dedicò a Traiano perché «restituì ai naviganti l'ingresso d'Italia più sicuro, avendo ampliato anche questo porto con il suo denaro».
Probabilmente fu progettato da Apollodoro di Damasco, che costruì anche il Foro di Traiano a Roma. Si trovava vicino all’antico porto romano, di cui nulla è rimasto, e sorge su di un alto podio preceduto da una scalinata sui due lati.
L’iscrizione dedicatoria ricorda che Traiano era aveva i titoli di Germanicus e Dacicus, perché aveva sconfitto i Germani ed i Daci, quindi deve essere stato costruito diversi anni dopo la data del 100 d.C. legata al solo ampliamento del porto. Alcuni studiosi pensano quindi che dopo la conquista della Dacia l’iscrizione dell’arco sia stata modificata o aggiunta, decorandolo con altre statue e fregi in bronzo, che poi venero asportati e fusi dai Saraceni.
Assieme al porto di Ravenna che ospitava la flotta militare, il porto di Ancona divenne uno dei più importanti dell’Adriatico: da esso partirono le due grandi spedizioni di Traiano contro la Dacia, come documentato da una delle raffigurazioni della Colonna Traiana.
L’Arco di Traiano a Benevento

È uno degli archi meglio conservati del mondo romano e come quello di Ancona fu costruito per ricordare un’importante opera pubblica: la costruzione della via Traiana che collegava Benevento con Brindisi, dando sbocco commerciale ai prodotti agricoli della città e del suo territorio.
Fu costruito fra il 114 ed il 117 d.C., quindi negli ultimi anni di regno dell’imperatore e nel corso dei secoli gli furono addossati vari edifici che vennero demoliti a fine Ottocento durante uno dei tanti restauri.
All’esterno ai due lati dell’arco si vedono due Vittorie alate, e sull’attico si legge l’iscrizione dedicatoria che ricorda l’imperatore con suoi titoli onorifici di Optimus, Germanicus e Dacicus.
Le due facciate sono riccamente decorate con rilievi che raffigurano la processione del trionfo di Traiano sulla Dacia, l’istituzione degli Alimenta, la deduzione delle colonie provinciali, e ricordano quante altre cose positive l’imperatore avesse fatto per la città e per l’Impero in generale.
All’interno del fornice si vedono due grandi bassorilievi che raffigurano Traiano accolto dalla Triade Capitolina oppure Traiano nel Foro Boario, e per la loro alta qualità artistica sono stati attribuiti all’anonimo scultore della Colonna Traiana, il “Maestro delle imprese di Traiano“.
L’arco del fornice è decorato da cassettoni quadrati con rosette, che ricordano quelli dell’Arco di Tito a Roma, ed ha al centro una Vittoria alata che incorona l’imperatore.