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VESPASIANO. IL PRIMO IMPERATORE FLAVIO

   

Grazie agli enormi bottini conquistati con le guerre, soprattutto quelle in Giudea, Vespasiano decise di costruire grandi opere pubbliche per lasciare una testimonianza perenne del proprio regno. Oltre a restaurare i templi del Divo Claudio e di Giove Ottimo Massimo, progettò un un nuovo Foro col Templum Pacis e soprattutto il grandioso Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, per il quale è ricordato ancor oggi.

Templum Pacis di Vespasiano vedutaIl Templum Pacis
Costruito fra il 71 ed il 75 d.C. era collocato all'interno della grande corte porticata del Foro di Vespasiano (detto anche Forum Pacis). Aveva una grande aula centrale absidata, nella quale era sistemata la statua della dea della Pace. Il Tempio era dedicato alla dea che aveva posto fine al periodo turbolento delle guerre civili per la successione di Nerone.

Abbiamo ancora la descrizione di Procopio d Cesarea, storico bizantino che visse fra il V ed il VI secolo d.C. «Le volte a cassettoni erano dorate e il pavimento di lastre di vari marmi preziosi, e in parte anche i muri. Le tre volte erano coperte con lastrico; sopra dalle due minori si dava anche lume all' interno con lunette ».

La grande sala absidata era fiancheggiata da quattro grandi ambienti destinati a Biblioteche, in uno dei quali è stata scoperta la Forma Urbis, ovvero la grande pianta della Roma antica fatta realizzare da Settimio Severo tra il 203 e il 211. Era una versione incisa su marmo delle mappe catastali, documento preziosissimo per ricostruire l'aspetto della città antica ed identificarne i monumenti.

I primi frammenti furono rinvenuti nel 1562 e in tutto se ne conoscono più di mille, che sono solo una piccola percentuale del totale. Altri sono andati perduti, ma sono noti da disegni. L'archeologo Rodolfo Lanciani per primo li utilizzò per le sue ricostruzioni e di recente l'Università di Standford in California (USA) ha varato un progetto per riassemblarli usando l'informatica.

Del Tempio resta ben poco, perché dopo che era stato danneggiato da un incendio buona parte venne distrutta per far spazio al foro di Nerva, e poi alla Basilica di Massenzio che si sovrappose ad un ambiente del portico. Un altro ambiente venne inglobato nella chiesa dei santi Cosma e Damiano mentre la parte verso la Velia e il Palatino fu rasa al suolo nel 1932 per costruire la Via dei Fori Imperiali.

colosseo-vista-notturna2606.jpgL'Anfiteatro Flavio o Colosseo
La sua costruzione naturalmente rientra nella politica del "panem et circenses" per conquistare il favore del popolo: nessun imperatore prima o dopo di lui progettò e realizzò qualcosa di altrettanto grandioso: misura 76 x 46 metri, con il palco imperiale (pulvinar) sul lato sud, ed altri per i personaggi più importanti del clero e della magistratura.
Vespasiano lo edificò al posto del lago artificiale che Nerone aveva creato per la sua Domus Aurea, e quindi fu necessario dotarlo di robuste fondazioni fatte con grandi blocchi di tufo e travertino, ancora visibili nei sotterranei sotto l'arena.

Poteva ospitare circa cinquantamila persone sedute, ottantamila contando i posti in piedi.  I posti a sedere erano suddivisi in base al rango sociale degli spettatori. I migliori erano in basso, proprio davanti all'arena, riservati a senatori e personaggi importanti, dotati di sedili di marmo. Davanti ad essi era una speciale recinzione che serviva per proteggerli dalle belve feroci che venivano esibite durante gli spettacoli.

Poi vi erano le gradinate, suddivise in tre settori diversi: il primo (maenianum primum), ed era riservato ai membri dell’ordine equestre. Il secondo era per le classi meno abbienti (maenianum secundum). Il terzo era all’ultimo piano, in pratica il loggione (summa cavea), riservato alla plebe e alle donne, che sedevano su panche di legno oppure stavano in piedi. 

Iniziato da Vespasiano nel 75 d.C., il Colosseo fu inaugurato da suo figlio Tito nell'80 d.C. con ogni genere di spettacoli che durarono diversi giorni: combattimenti dei gladiatori e venationes durante le quali purtroppo furono uccisi ben cinquemila animali esotici fatti venire apposta dall'Africa.
Nel 249 d.C. spettacoli altrettanto grandiosi vennero organizzati e donati al popolo dall'imperatore Filippo l'Arabo per celebrare il millenario della fondazione della città di Roma.

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