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VILLA ADRIANA. LE GRANDI TERME CON L’INCREDIBILE VOLTA SOSPESA

   

Villa Adriana aveva quattro diversi impianti termali, che erano destinate a utenti diversi
Le Terme con Heliocaminus erano riservate alla corte; le Piccole Terme e la terma privata all’interno del Teatro Marittimo erano per il solo uso personale dell’imperatore. Tutte e tre erano riccamente decorate con marmi alle pareti e pavimenti opus sectile di marmo.
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Infine vi erano le Grandi Terme, che avevano semplici pavimenti in mosaico bianco e nero ed erano appunto «grandi» perché riservate al personale della villa, che era molto numeroso.
Del tutto priva di fondamento la «leggenda metropolitana» che le Piccole Terme fossero riservate alle donne e le Grandi Terme agli uomini: gli utenti si differenziavano per rango sociale non per il sesso, come dimostra il maggiore o minor pregio della loro decorazione. Preziosa per la corte, semplice per il personale.

Tutte le Terme romane avevano una zona d’ingresso con lo spogliatoio  (Apodyterium), dal quale dopo essersi svestiti si poteva accedere ad una zona fredda fredda e ad una calda, con un percorso prestabilito che vedeva un aumento graduale delle temperature.

La zona fredda aveva una o più vasche di acqua fredda, poi si passava a quella calda con un ambiente tiepido (Tepidarium), un altro con vasche per l’acqua calda (Caldarium) e infine un ambiente fortemente riscaldato, una specie di sauna (Sudatio o Laconicum). Al suo interno erano bracieri per bagni di vapore, e piccoli bacini su pilastri che conteneva acqua fredda (Labrum). Inoltre vi era un’area all’aperto per gli esercizi ginnici, la Palestra.

Le Grandi Terme non facevano eccezione ed essendo riservate al personale della villa, cioè a un elevato numero di utenti, avevano due vasche per l’acqua fredda molto grandi, un tempo rivestite in marmo bianco.
Ai trovano all’interno del Frigidarium, un’enorme sala che da secoli stupisce i visitatori perché conserva una parte della volta a crociera sospesa nel vuoto che sfida le leggi di gravità e sembra possa crollare da un momento all’altro…. ma non è così.
Il confronto con un'incisione settecentesca di Giovan Battista Piranesi dimostra che a quell'epoca era già in quelle condizioni. Ha sfidato i secoli e i millenni, resistendo a intemperie, saccheggi, crolli e terremoti. 

Scopriamo perché.
La volta sospesa è una prova della solidità dell'opera cementizia, una delle più straordinarie e rivoluzionarie invenzioni della tecnica costruttiva dei romani.

Si tratta ovviamente di cemento non armato; Vitruvio ne ha tramandato la «formula magica»: un misto di pozzolana (un cemento naturale di origine vulcanica che si trova in abbondanza nel sottosuolo della Villa stessa), frammenti di tufo o di pietra locale, calce viva e sabbia di fiume - importantissima perché essendo priva di sale non trattiene l’umidità.

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Aggiungendo l’acqua alla calce viva si innescava una reazione chimica, e poi si versava un po’ per volta l’impasto sopra una centina in legno. I laterizi disposti di taglio che ancora si vedono nella volta servivano a stabilizzare la colata di cemento. 
Nel giro di qualche giorno l’impasto si solidificava, diventando quasi indistruttibile, come dimostra questo straordinario esempio. Si facevano più gettate fino a completare la volta.

Il Frigidarium era la sala destinata ai bagni freddi che aveva due grandi vasche un tempo rivestite in marmo. 
Le colonne erano in marmo cipollino con capitelli ionici. 

La volta era decorata da stucchi, e in un altro ambiente ne è sopravvissuta una parte. 

Sembra che nel Settecento e Ottocento i nobili inglesi del Grand Tour sparassero agli stucchi per far cadere giù qualche frammento e portarlo a casa come prezioso souvenir.



VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...
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